Gossip al posto di notizie vitali: il New START sta saltando (ed in Italia ci si occupa di riforme elettorali, di leggi sulla sicurezza; e delle carriere dei giudici...)

https://comunicazione-nonviolenta.webnode.it/l/gossipvsnotizievitalinewstart/
18 febbraio 2026. AGGIORNAMENTO. FACCIAMO IL RESOCONTO SINTETICO DELL'INCONTRO ONLINE DELL'8 FEBBRAIO 2026. I DISARMISTI ESIGENTI, IN PREPARAZIONE DELLA CONFERENZA DI REVISIONE DEL TRATTATO (NYC NOVEMBRE-DICEMBRE 2026, PRESSO L'ONU), SI SONO CONSULTATI SU COME MUOVERSI IN MODO STRATEGICO PER GENERALIZZARE IL BANDO DELLE ARMI NUCLEARI. E RENDERE UTILE LA FORZA DELLE 74 RATIFICHE ATTUALI AL FINE DI CONTRASTARE SUBITO LA GUERRA NUCLEARE PER ERRORE (COLLEGAMENTO ICAN+NFU). PREPARIAMO IL 5 MARZO A CHIAMAMILANO RIFLETTENDO, ONLINE, IL 22 FEBBRAIO, SULLA "OPPOSIZIONE SOLARE"... NEL MOMENTO IN CUI SI INVITANO LE ATTIVISTE E GLI ATTIVISTI A SOTTOSCRIVERE PER LA PEACE PAGODA DI COMISO .
Ecco un resoconto sintetico dell'incontro online dell'8 febbraio 2026, che può essere qui sotto scaricato e liberamente diffuso: una consultazione dei Disarmisti esigenti su come muoversi in modo strategico per il bando delle armi nucleari.
Qui sotto fino al 25 febbraio 2026 si può scaricare l'incontro online dell'8 febbraio 2026:
https://drive.google.com/file/d/1uXbu-DUg2ArkG5ia_UNfFCqoUK-lIXbD/view
Tra i partecipanti alla discussione: Alfonso Navarra, Daniele Barbi, Luigi Mosca, Paola Paesano, Tonino Drago...
Il tema principale è stato definito alla luce di una scadenza ben precisa: la nostra preparazione alla conferenza di revisione del Trattato di proibizione delle armi nucleari, prevista per fine novembre/inizio dicembre a New York, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU.
Dobbiamo ora organizzare con cura, meglio di quanto fatto nel marzo 2025, la delegazione che vi prenderà fisicamente parte, accreditata quale membro ICAN (Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari)...
Punti chiave discussi:
Crisi della deterrenza nucleare: è emerso che gli aspetti di razionalità che guidavano la deterrenza stanno scomparendo e le potenze nucleari non garantiscono più il controllo della situazione.
Proposta strategica: è stata sottolineata l'importanza del principio del "non primo uso" (no first use) delle armi nucleari come passo verso una distensione e coesistenza tra potenze che permetta di continuare il lavoro per una pace basata sulla giustizia.
Contributi internazionali: Daniele Barbi ha condiviso aggiornamenti dal movimento pacifista tedesco, mentre Tonino Drago ha evidenziato la necessità di una rivoluzione etica e nonviolenta dei popoli.
Luigi Mosca ha fatto presente che il nuovo presidente dell'OSCE, lo Svizzero Ignazio Cassis, ha dichiarato che l'organizzazione deve essere "ponte di dialogo" Est/Ovest. Cassis è stato ricevuto a Mosca questo febbraio ed è un segnale diplomatico forte, dato che pochissimi leader occidentali hanno avuto colloqui diretti e prolungati con il Cremlino negli ultimi tempi.
Azioni concrete previste:
Preparazione di un working paper per la conferenza di New York, in sviluppo ed evoluzione di quello già incardinato al 3MSP Terzo Meeting degli Stati parte.. Si lavora sulla proposta della categoria degli "Stati transizionali" nella loro collaborazione con il TPNW.
Organizzazione di eventi collaterali, sempre per la citata conferenza di New York. Almeno due, con documenti preparati alla base: sul non primo uso e sulla deterrenza quale crimine in sé.
Contatti con la diplomazia cinese (convinciamo, magari, la Repubblica popolare a essere presente quale Stato osservatore?) e coinvolgimento di più realtà e movimenti, nonché di personalità internazionali come Jeffrey Sachs
Collegamenti strategici: è stata discussa la possibilità di collegare l'iniziativa OSCE e le proposte cinesi al movimento ICAN per il trattato di proibizione.
L'incontro ha messo in luce quanto sia urgente una più profonda sensibilizzazione culturale sul rischio nucleare, del tutto sottovalutato; ed una rinnovata mobilitazione anche dei movimenti pacifisti, oggi sorprendentemente dormienti su questa che avrebbe da essere considerata la priorità delle priorità. Non per astratto allarmismo, ma per semplice fedeltà empatica verso le sofferenze umane passate, presenti e future.
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Segnaliamo, per concludere, la nuova riunione pianificata in Zoom, organizzata per domenica 22 febbraio, dalle ore 18:00 alle ore 20:00
Ecco il link per entrare nella riunione:
https://us06web.zoom.us/j/86505580473?pwd=MVVPrNQU2DGmQS0BDUtwZt4UgQcsHa.1
Il 5 marzo, di venerdì, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, stiamo organizzando una iniziativa a Chiamamilano, in via Laghetto 2, a favore della Peace Pagoda di Comiso, per l'acquisto del terreno su cui il tempietto sorge (ci restano ancora 5.000 euro da raccogliere).
Come momento di preparazione di questa iniziativa al negozio civico, animato da Milly Moratti, abbiamo deciso un incontro online di riflessione su come il "potere su" esercita la sua egemonia e su come è possibile organizzare una resistenza nonviolenta, strategica, tattica e di comunicazione nonviolenta, includente anche i contributi del pensiero femminista, così come era stato proposto dal nostro ultimo webinar del gennaio 2026.
L'idea dell'opposizione solare, sulla quale intendiamo riflettere il 22 febbraio, ci appare appropriata, perché il sole non combatte l'ombra; semplicemente, comparendo, la rende impossibile. Al contrario, l'opposizione "incappucciata" (spesso figlia di una reattività rabbiosa) rischia di nutrire la stessa logica di scontro cara al "potere su".
Il "potere su" (dominio) si regge sulla gerarchia e sulla paura che giocano sulla frammentazione, sul dissidio. Spesso spinge chi dissente verso l'incappucciamento perché vuole che la resistenza sia percepita come "altro" rispetto al corpo sociale, rendendola facilmente criminalizzabile, nel momento in cui cade nella trappola della reattività di pancia.
Rispondere alle provocazioni e alla repressione con la forza fisica significa accettare il terreno di gioco scelto dal potere: lo scontro militare è ciò in cui è più forte ed esperto...
C'è una nuova intuizione risolutiva che ci si è appena affacciata alla nostra mente: usare il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) come base per promuovere il 'No First Use' (NFU) è, in fondo, la stessa cosa che usare il TPNW per attuare l'articolo VI del Trattato di Non Proliferazione (TNP). Il TPNW non vive nel vuoto, infatti, ma integra e completa per intenzione esplicita, codificata e riconosciuta, sia dagli Stati parte sia dalla società civile, le regole internazionali già esistenti. Questa sua natura già stabilita di essere complemento flessibile, non entità giuridica autosufficiente, gli può consentire, con pragmatismo "poietico", di sostenere obiettivi intermedi, come il NFU: una campagna meno radicale del bando totale, ma più efficace nel ridurre immediatamente il rischio di un conflitto atomico.
Questa intuizione può collegarsi alla discussione che va sotto il tema: "Dal narcisismo dell'io ideologico alla costruzione del "noi positivo": percorsi di resistenza nonviolenta e pragmatismo sociale". L'opposizione solare è evidente che va oltre l'io narcisistico, ha bisogno del noi che nasce da un libero dialogo per convergere unitariamente... Si vada su: https://comunicazione-nonviolenta.webnode.it/l/solarivsincappucciati/
con una riflessione in appendice: la bandiera di tutti gli oppressi è quella del diritto internazionale, quella dell'ONU!
5 febbraio 2026. LA "NOTIZIA" PIU' IMPORTANTE NON E' SULLE PRIME PAGINE DEI GIORNALI; E NEMMENO APRE I TG. IL NEW START STA SALTANDO, DI RINNOVARLO NON SE NE PARLA. IL GENOCIDIO PROGRAMMATO DELLA DETERRENZA E' SEMPRE MENO SOTTO CONTROLLO, COME DENUNCIA IL DOOMSDAY CLOCK. MA IL PERCORSO ICAN PROSEGUE ED E' SEMPRE PIU' APERTO A UN COLLEGAMENTO CON IL NFU, SU CUI RESPONSABILMENTE (IN QUESTO CASO) STA PUNTANDO PECHINO DENTRO IL P5 ONU. QUI il lancio dell'incontro online (8 febbraio) che comincia ad organizzare i Disarmisti esigenti per la Conferenza di revisione del TPNW, prevista a New York, presso il Palazzo di vetro dell'ONU, questo novembre 2026.
da parte di Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti - www.disarmistiesigenti.org ---- cell. 340/0736871
La lettera riportata in fondo per caldeggiare il rinnovo del NEW START l'abbiamo appena inviata al ministro Tajani, in consonanza con analoghe iniziative pacifiste in corso (RIPD, Peacelink e altri...). Nell'occasione ricordiamo l'incontro online che organizziamo per l'8 febbraio (domenica), dal carattere di consultazione sull'impostazione del nostro intervento alla conferenza di riesame del TPNW (trattato di proibizione delle armi nucleari), prevista a New York, presso il Palazzo di Vetro dell'ONU, per il novembre 2026.
Per partecipare, domenica 8 febbraio, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, ecco il link alla piattaforma zoom:
https://us06web.zoom.us/j/84000869441?pwd=8NZeLs3bJUs9IMseraHqN7dQegaF6B.1
Adesso proponiamo i punti salienti della comunicazione che vi rivolgiamo con la presente mail, con la preghiera di pubblicarla su siti web e blog:
1. I cinque pilastri strategici
La nostra Rete riassume la propria azione in cinque direttrici fondamentali:
Impegno per l'abbinata bando delle armi nucleari (ICAN) + "No First Use" (NFU): sviluppi recenti possono consentirci di "sfruttare" le aperture della Cina per spingere le potenze nucleari (P5) a impegnarsi formalmente a non utilizzare mai per prime le armi atomiche, collegando questa battaglia, appunto, alla campagna ICAN per l'abolizione totale degli ordigni nucleari.
Deterrenza come crimine: riconoscere la deterrenza nucleare non come strategia difensiva, ma come "genocidio programmato". L'obiettivo è emendare lo Statuto di Roma per rendere i leader politici e militari penalmente responsabili della minaccia d'uso di armi nucleari.
Denuclearizzazione territoriale: promuovere campagne locali contro le basi atomiche e le infrastrutture civili dual-use. Si incita al "disarmo finanziario", ovvero al disinvestimento delle banche locali dalle industrie belliche.
L'OSCE può risultare lo strumento per passare dal "disarmo come utopia" al "disarmo come architettura di sicurezza". Se i Disarmisti Esigenti riescono a saldare l'attivismo radicale della WILPF con la pragmatica diplomazia svizzera di Cassis, l'organizzazione può davvero trasformarsi da osservatore passivo a "ponte" attivo.
La Costituzione della Terra è un modo per rilanciare il diritto internazionale in un modo che corrisponde all'urgenza "rivoluzionaria" del momento.
A differenza della NATO (alleanza militare) o dell'UE (attore politico-economico), l'OSCE è l'unico tavolo in cui siedono contemporaneamente Russia, USA, Ucraina e Paesi neutrali (come la Svizzera). Per i Disarmisti è importante tener conto che l'OSCE promuove il concetto di "Sicurezza Cooperativa". La strategia non è armarsi contro l'altro, ma creare fiducia affinché l'altro non si senta minacciato. Possiamo spingere affinché il dialogo di Cassis a Mosca non sia solo sulla gestione dei conflitti, ma sulla riattivazione dei trattati di controllo degli armamenti (come il CFE o l'Open Skies), oggi moribondi.
L'OSCE ha una struttura particolare chiamata "Dimensione Umana". È qui che la WILPF ha ottenuto spazi di manovra. Grazie alla presenza accreditata, la società civile può partecipare alle conferenze annuali sulla revisione degli impegni. Questo permette ai Disarmisti di portare al tavolo dati e analisi che i governi tendono a ignorare. La WILPF, con riferimento all'Agenda Donne, Pace e Sicurezza (Risoluzione 1325), può usare l'OSCE per dimostrare che il disarmo non è solo una questione tecnica, ma umanitaria e di genere, mettendo in discussione la narrativa puramente bellica dei leader occidentali e del Cremlino.
L'OSCE come laboratorio per il NFU (No First Use)
L'OSCE è il luogo ideale per testare la "complementarietà"tra il NFU e il TPNW. Nel suo ambito si può lavorare alle misure di rafforzamento della fiducia (CSBMs): prima di arrivare al bando totale (TPNW), l'OSCE lavora su misure intermedie. Una dichiarazione di "No First Use" nel perimetro OSCE agirebbe come una misura di de-escalation immediata. Essendo Cassis un diplomatico di un Paese neutrale e depositario delle Convenzioni di Ginevra, ha l'autorità morale per proporre il NFU come "codice di condotta" minimo per evitare l'apocalisse nucleare in Europa.
La Costituzione della Terra...
il luogo XXXXX
2. Riflessione etica e femminista
Premesso un intervento di Sergio Bologna sulla "necessità che il modello di lotta basato sulla ricomposizione sociale prevalga sul modello dell'Intifada", attraverso il pensiero di una nota esponente femminista (citata in forma anonima per attivare una "provocazione maieutica"), il testo propone una critica profonda alla violenza:
Critica della violenza fine a se stessa: si stigmatizza l'uso della forza (scontri con la polizia, vandalismo) come sfogo di rabbia sterile che non produce cambiamento reale.
Radice patriarcale: la guerra e la violenza sono viste come espressione del dominio maschile sulla donna e sulla natura. Anche la partecipazione femminile ad azioni violente è interpretata come un riflesso condizionato della cultura patriarcale.
Coerenza mezzi-fini: la vera rivoluzione deve passare per la "nonviolenza" e la modificazione di sé (soggettivazione), senza confondere la disobbedienza civile con la guerra, inclusa la modalità della "guerra sociale".
3. Appello al governo (lettera al Ministro Tajani)
In occasione della scadenza del trattato New START (5 febbraio), il coordinatore Alfonso Navarra sollecita l'intervento della diplomazia italiana per:
Rinnovare il trattato: evitare il crollo dell'ultimo limite al riarmo atomico tra USA e Russia.
Promuovere il "No First Use": spingere affinché l'Italia si faccia portavoce di questo principio in sede NATO.
Responsabilità morale: agire in coerenza con la Costituzione e con il Trattato di Non Proliferazione (TNP) per evitare l'abisso nucleare, ascoltando la volontà di pace dell'opinione pubblica.
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1. Pilastri strategici dell'abbinata ICAN+NFU
La nostra linea di Disarmisti esigenti è riassumibile in tre punti principali (non esaurenti la complessità del nostro lavoro):
1- collegamento ICAN*-NFU** cercando di "sfruttare" la spinta che le proposte cinesi stanno dando in questo senso. Ricordiamo che la Repubblica Popolare Cinese ama proporsi come "potenza responsabile" a difesa dell'ordine legale internazionale e della sua stabilità: agganciare un dialogo e una collaborazione della società civile per scardinare l'immobilismo del P5*** lo riteniamo un modo per portare il realismo politico, l'intelligenza strategica, a servire una causa umanitaria superiore.
2- la deterrenza nucleare, individuata nella sua vera natura di "genocidio programmato" che può condurre all'umanicidio e al terricidio, va riconosciuta quale crimine contro l'umanità.
Anche qui sta spingendo con forza una corrente di giuristi, mobilitata dal Global Netwok per l'NFU, che vuole emendare lo Statuto di Roma (che regola la Corte Penale Internazionale - CPI) per inserire l'uso (e la minaccia d'uso) delle armi nucleari tra i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. L'obiettivo è rendere i leader politici e i comandanti militari personalmente responsabili penalmente per il solo fatto di perseguire e mantenere operative strategie di annientamento atomico.
3- le campagne locali per la denuclearizzazione militare e civile, ad esempio il rifiuto del ritorno degli euromissili, che deve essere anche una scelta di autodeterminazione democratica. La denuclearizzazione deve essere integrale. Chiediamo la dismissione delle basi che ospitano ordigni atomici e, parallelamente, il rifiuto di infrastrutture civili che, pur sotto parvenza pacifica, alimentano la filiera del dual-use o la dipendenza da tecnologie energetiche centralizzate e vulnerabili. Una comunità denuclearizzata è una comunità più resiliente, che sceglie fonti di energia distribuite e trasparenti, sottraendo risorse finanziarie all'industria bellica per investirle nel welfare generale e locale. Le campagne locali educano i cittadini a riconoscere che il "genocidio programmato" si finanzia anche attraverso i flussi economici dei nostri territori. Promuovere, ad esempio, il disinvestimento delle banche locali dalle aziende produttrici di armamenti atomici è un atto di "disarmo finanziario" che ogni cittadino può compiere.
*ICAN sta per International Campaign to Abolish Nuclear Weapons
** NFU sta per No First Use
***P5 sta per i cinque membri permanenti, potenze nucleari, del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, vale a dire gli Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia.
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2. Riflessione etica e femminista
Siccome ci rivolgiamo a chi si sta impegnando per l'educazione alla pace e alla nonviolenza (almeno stando agli statuti delle organizzazioni cui aderisce, che richiamano formalmente il principio gandhiano ma che poi praticamente vanno per molti aspetti in un'altra direzione), ci permettiamo di girare, come stimolo, alcune cose che pensa e nell'immediatezza sente una nota femminista, perché si tratta oggi di decidere se si intendono spendere le proprie energie avendo in mente l'omogeneità mezzi-fini e l'istanza di rappresentare da subito il cambiamento che si vuole vedere realizzato.
Non ne citiamo il nome, famoso e autorevole tra le attiviste/i, perché speriamo così di indirizzare la riflessione più sulle idee che non sulla storia e le posizioni personali di chi le esprime. Ma se la nostra amica batte un colpo intendiamo volentieri rimediare ad un voluto ma bene intenzionato "plagio" (un esercizio di provocazione maieutica?):
-la violenza piace anche a chi dice di volerla combattere;
-lo scontro con la polizia, che avviene nel corso di una manifestazione, è nelle intenzioni del gruppo che la mette in atto, già da prima che abbia luogo;
-chi sfascia una vetrina o lancia un sampietrino, convinto di essere l'avanguardia di una rivoluzione in fieri, non si preoccupa se il suo gesto otterrà l'esito contrario dalla parte del potere, semplicemente perché in quell'istante ciò che conta è solo dar corso alla sua rabbia;
-una idea di rivoluzione, come cambiamento radicale dell'ordine che usa lo sfruttamento di classe, il razzismo, il colonialismo, la guerra, come fondamento di un dominio, non può più ignorare il salto della coscienza storica con cui è venuta allo scoperto la matrice stessa, originaria di ogni forma di violenza, di guerra, di ingiustizia, di colonizzazione, di razzismo, è l'esclusione dal governo del mondo del sesso femminile, considerato "natura inferiore", "animalità", "oggetto", " preda", "proprietà" del sesso vincente;
-la presenza di donne nell'azione violenta degli incappucciati testimonia soltanto dell'ambiguità di una emancipazione che porta le donne a scambiare per libertà il modello di cultura patriarcale con cui è stata loro tolta da millenni;
-la scelta dell'azione nonviolenta e di una idea di rivoluzione che non ignora la modificazione di sé - o se si preferisce la "soggettivazione"- come passaggio indispensabile per la "modificazione del mondo", vuol dire non scambiare il conflitto, il desiderio dissidente, la pratica della disobbedienza e della diserzione, quando sono necessarie, con la guerra.
Da far notare però che anche questa conosciuta e seguita femminista trova difficoltà a pronunciare l'espressione "obiezione di coscienza". Se vuole, può prendere la parola e spiegarci il perché …
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3. Appello al governo (lettera al Ministro Tajani)
Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani
Gentile Ministro Tajani,
Le scrivo, in nome e per conto dei Disarmisti esigenti, che coordino, perché il 5 febbraio è oggi e questa scadenza scandisce che rischiamo la fine del trattato New START. Ci sembra una cosa molto grave. In fondo, è l'ultimo filo che tiene legati Stati Uniti e Russia, l'ultimo limite che impedisce agli arsenali di crescere senza controllo. Se lo lasciamo decadere, il mondo diventerà un posto ancora più incerto, più pericoloso, più povero di speranza.
Questo accordo non è fatto solo di cifre o di ispezioni. È fatto di buon senso. Ridurre le testate e i missili significa, in fondo, ammettere che la forza bruta ha un limite. L'Italia, obbligata dalla sua base costituzionale, ha sempre detto di credere nel disarmo; ora è il momento di dimostrarlo. Siamo in una stagione difficile, forse la più pericolosa che abbiamo mai vissuta: il Doomsday Clock parla di 85 secondi alla Mezzanotte nucleare; e restare fermi non serve a nulla.
Abbiamo lavorato nella Campagna ICAN per il TPNW, il trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Sappiamo bene che la strada per un'adesione completa è faticosa, ma ignorare quella direzione significa chiudere gli occhi davanti a una necessità morale. Allo stesso modo, crediamo che dovremmo darci da fare perché, a livello NATO, si affermi il principio del No First Use (NFU): l'impegno solenne a non usare mai per primi queste armi. Sarebbe un gesto di civiltà, una garanzia minima di sopravvivenza per tutti noi.
Come Stato parte del TNP, abbiamo un dovere che è prima di tutto umano. Non possiamo assistere in silenzio al crollo di tutto ciò che è stato costruito per evitare l'abisso. La invitiamo a usare la nostra diplomazia perché il New START venga rinnovato. Bisogna parlare, bisogna trattare, anche quando il suono ossessivo dei tamburi di guerra potrebbe far sembrare tutto inutile.
Restiamo in attesa di sapere cosa farà il nostro Governo. La pace non è un'idea astratta, ma il risultato di scelte precise, quotidiane, che riguardano la vita di ogni essere umano.
Lei conoscerà meglio di noi i sondaggi relativi all'opinione pubblica europea: ascoltiamo, da decisori responsabili, la volontà di distensione e di disarmo dei nostri popoli!
Con i nostri saluti,
Alfonso Navarra - coordinatore dei Disarmisti esigenti - www.disarmistiesigenti.org ---- cell. 340/0736871