Nucleare news a fine 2025, inizio 2026. I "Dinosauri" gemelli, militare e civile, rifiutano di estinguersi ...

21.01.2026

Materiale per il webinar organizzato dai Disarmisti esigenti il 22 gennaio 2026. 

https://www.disarmistiesigenti.org/2026/01/17/5annitpnwcomesottrarsialladeterrenza/


TPNW - TRATTATO DI PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI - 5 anni dall'entrata in vigore
Webinar | 5 anni di TPNW: come sottrarsi ad un genocidio programmato

Le vie del Disarmo di fronte alle crisi globali nel 2026.

Data: 22 gennaio 2026 Promosso da: Disarmisti Esigenti
dalle ore 19:00 alle ore 21:00
Link per collegarsi:
https://us06web.zoom.us/j/86727209364?pwd=6TWsom1fbngWzZjvmWDhLA7aN9x9Hq.1
Introduzione: Alfonso Navarra, Daniele Barbi, Luigi Mosca


Il periodo a cavallo tra la fine  segna un momento critico per il panorama nucleare mondiale, caratterizzato da un'estrema tensione sul fronte militare e da un'accelerazione senza precedenti nel settore civile.

Ecco i fatti principali del bimestre a cavallo tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026:

  • La fine dei patti: l'incognita del vuoto legale tra USA e Russia dopo la scadenza dei trattati.

  • L'atomo per i dati: l'alleanza tra il nucleare civile e i giganti dell'Intelligenza Artificiale.

  • Le rotte d'Oriente: Il nervosismo tra Iran e Corea del Sud, dove l'atomo torna a essere merce di scambio e di difesa.

L'osservazione dei Disarmisti esigenti: "Fa una certa impressione pensare a questi grandi apparati, a queste potenze che si sfidano con armi capaci di cancellare tutto, mentre la vita della povera gente continua nel suo ritmo consueto, fatta di piccole fatiche e di speranze modeste. Forse la vera tragedia non è solo la minaccia della bomba, ma l'indifferenza con cui l'essere umano accetta che il proprio destino sia deciso in uffici lontani, sopra la sua testa, come se la pace fosse un lusso che non ci possiamo più permettere".

Ecco, in sintesi, le notizie più recenti e rilevanti:

1. Sicurezza e armamenti: Il "vuoto strategico" del 2026

La notizia più allarmante riguarda il controllo delle armi atomiche. Il 5 febbraio 2026 scadrà formalmente il trattato New START, l'ultimo accordo rimasto tra Stati Uniti e Russia per limitare le testate nucleari strategiche.

  • Scadenza del New START: a gennaio 2026, gli analisti avvertono che, per la prima volta in 35 anni, non ci sarà alcun limite legale o sistema di ispezione reciproca tra le due superpotenze.

  • Test e nuove tecnologie: Nel gennaio 2026 sono emersi dettagli sui collaudi del missile russo Burevestnik (a propulsione nucleare e portata illimitata) e del drone sottomarino Poseidon. Contemporaneamente, negli USA si discute della possibilità di riprendere i test nucleari sotterranei, un'ipotesi sollevata dall'amministrazione Trump.

  • L'espansione cinese: immagini satellitari analizzate a inizio 2026 confermano che la Cina ha accelerato l'espansione del proprio arsenale, puntando a raggiungere 1.000 testate entro il 2030.

  • Doomsday Clock: nel gennaio 2026, l'Orologio dell'Apocalisse rimane fermo a una distanza critica dalla mezzanotte, riflettendo il rischio di escalation in Ucraina e Medio Oriente.

2. Nucleare civile: la "triplicazione" e i nuovi Big Tech

Mentre il fronte militare è teso, il nucleare civile sta vivendo una rinascita spinta dalla crisi climatica e dai bisogni energetici dell'Intelligenza Artificiale.

  • Forum di Davos (gennaio 2026): durante il World Economic Forum, la World Nuclear Association ha presentato dati secondo cui i target nazionali per il nuovo nucleare potrebbero addirittura superare l'obiettivo di "triplicare la capacità globale entro il 2050" fissato alla COP28.

  • Accordi Big Tech: tra dicembre 2025 e gennaio 2026, giganti come Meta e Microsoft hanno formalizzato nuovi accordi per l'acquisto di energia nucleare dedicata ai loro data center, accelerando lo sviluppo dei SMR (Small Modular Reactors), i piccoli reattori modulari.

  • Italia e Mercosur: a gennaio 2026, il governo italiano ha ribadito la volontà di sbloccare il potenziale nucleare nazionale, inserendo la ricerca sui reattori di quarta generazione tra le priorità strategiche per la transizione energetica.

3. Tensioni regionali: Iran e Corea del Sud

  • Crisi Iraniana: nel gennaio 2026, a seguito di vaste proteste interne in Iran, il Regno Unito e l'UE hanno varato nuove sanzioni mirate a colpire le industrie che supportano l'escalation nucleare di Teheran, citando il rischio che il paese possa raggiungere la capacità di produrre un ordigno in tempi brevi.

  • Sottomarini nucleari a Seoul: una dichiarazione di supporto degli Stati Uniti alla Corea del Sud per lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare ha scatenato forti proteste da parte della Corea del Nord, che parla di un "effetto domino" nucleare in Asia.

4. Quadro aggiornato degli investimenti

È un panorama che sembra diviso in due: da un lato la spesa imponente per le armi, che ha raggiunto vette mai viste dalla Guerra Fredda, e dall'altro la corsa "disperata" delle aziende tecnologiche verso l'atomo per alimentare l'Intelligenza Artificiale.

4.1. Il Nucleare Militare: Il "Club dei 100 miliardi"

Secondo il rapporto ICAN (pubblicato a giugno 2025 e aggiornato con le proiezioni per l'inizio del 2026), la spesa globale per gli arsenali nucleari ha superato i 100 miliardi di dollari annui.

  • Il primato americano: gli Stati Uniti guidano la classifica con oltre 56 miliardi di dollari stanziati nel 2025. Il Congressional Budget Office (CBO) stima che tra il 2025 e il 2034 gli USA spenderanno complessivamente 946 miliardi di dollari per modernizzare la loro triade nucleare.

  • La crescita cinese: Pechino è al secondo posto con circa 12,5 miliardi, in una fase di espansione accelerata che mira a raggiungere la parità strategica con USA e Russia entro il 2030.

  • L'indotto industriale: circa 20 grandi aziende della difesa (come Lockheed Martin e Northrop Grumman) hanno beneficiato di nuovi contratti per miliardi di dollari tra la fine del 2025 e gennaio 2026.

  • Il costo per l'Italia: per mantenere le basi e i vettori che ospitano le testate americane B61-12 sul nostro territorio, la spesa stimata si aggira intorno al mezzo miliardo di euro l'anno.

4.2. Il nucleare civile: La spinta di "Big Tech" e AI

A differenza del passato, oggi i principali investitori nel nucleare civile non sono solo gli Stati, ma i colossi del web che hanno bisogno di energia costante (baseload) per i loro data center.

  • Meta (gennaio 2026): Zuckerberg ha annunciato un accordo monumentale con TerraPower (di Bill Gates) per costruire due reattori da 690 MW entro il 2032, con l'opzione di arrivare a otto reattori totali.

  • Microsoft e Amazon: tra dicembre 2025 e l'inizio del 2026 hanno finalizzato investimenti massicci per riattivare vecchie centrali (come quella di Three Mile Island) e sviluppare i primi SMR (Small Modular Reactors).

  • Investimenti in Italia: anche se non abbiamo centrali, nel biennio 2025-2026 sono previsti oltre 10 miliardi di euro di investimenti nel settore dei data center (soprattutto in Lombardia), molti dei quali legati a future strategie di approvvigionamento energetico "pulito" e stabile.

4.3. La fusione nucleare: oltre la fissione

  • Privati alla riscossa: gli investimenti privati nella fusione nucleare (il processo che alimenta le stelle) hanno superato i 10 miliardi di dollari a inizio 2026. Non è più solo scienza accademica, ma una scommessa industriale a lungo termine.

5. Artico radioattivo

Proprio in queste ultime settimane, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, l'Artico è diventato il palcoscenico di quello che i giornali chiamano il "Caso Groenlandia". Non si tratta solo di geopolitica, ma di un progetto tecnologico imponente che mescola difesa spaziale e deterrenza nucleare.

Ecco i dettagli su questo nuovo "scudo" che sta ridisegnando gli equilibri del Nord.

5.1. Il progetto "Golden Dome" (Cupola d'Oro)

Il presidente degli Stati Uniti ha ufficialmente lanciato il programma Golden Dome, un'evoluzione radicale della difesa missilistica che vede nella Groenlandia il suo perno fondamentale.

  • Perché l'Artico? La rotta più breve per un missile balistico intercontinentale (ICBM) che parta dalla Russia o dalla Cina verso gli Stati Uniti passa proprio sopra il Polo Nord.

  • Vedere prima per colpire meglio: posizionando nuovi super-radar a lungo raggio (LPAR) sulla calotta polare, gli USA possono individuare un lancio quando il missile è ancora nella sua fase di volo spaziale ("mid-course"), guadagnando minuti preziosi per l'intercettazione.

  • Investimenti: il Congresso ha già stanziato i primi 25 miliardi di dollari (su un costo stimato che potrebbe sfiorare i 542 miliardi in vent'anni) per integrare questi radar con una nuova costellazione di satelliti in orbita bassa e intercettori ipersonici.

5.2. La crisi diplomatica e militare in Groenlandia

La volontà americana di controllare militarmente (e pare proprio di acquistare e/o annettere) la Groenlandia ha scatenato una reazione a catena nel gennaio 2026:

  • Missione "Arctic Endurance": per rispondere alle pressioni di Washington, la Danimarca ha promosso una missione militare congiunta. Proprio pochi giorni fa, a metà gennaio, i primi soldati francesi e tedeschi sono arrivati a Nuuk per presidiare le infrastrutture strategiche e riaffermare la sovranità europea.

  • La base di Pituffik: la storica base di Thule (oggi Pituffik Space Base) è stata posta in stato di massima allerta. I suoi radar di allerta precoce sono stati aggiornati per distinguere, tramite l'intelligenza artificiale, tra testate vere e "esche" (falsi bersagli).

5.3. Il ruolo delle aziende e dell'Italia

Anche l'industria italiana sta guardando con attenzione al "Grande Nord".

  • Difesa e Spazio: aziende come Leonardo e Fincantieri sono citate nei piani strategici di inizio 2026 per la fornitura di tecnologie radar e navi in grado di operare in ambienti estremi.

  • Dual-use: l'interesse non è solo militare; lo "scudo" richiede una rete di comunicazioni satellitari costante (come i nuovi sistemi COSMO-SkyMed di seconda generazione), utile anche per monitorare lo scioglimento dei ghiacci e le nuove rotte commerciali.

6. La centrale di Chernobyl torna a fare tremare a 40 anni dall'incidente

A quasi 40 anni dal disastro del 1986, l'area di Chernobyl in Ucraina torna a preoccupare per fattori esterni legati alla guerra:

6.1. Blackout Elettrico (20 Gennaio 2026): in seguito a massicci attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine, la centrale ha perso temporaneamente ogni alimentazione elettrica esterna. L'energia è fondamentale per i sistemi di raffreddamento e per il monitoraggio dei materiali radioattivi.

6.2. Danni al "New Safe Confinement": le missioni dell'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) hanno documentato danni strutturali causati da droni sulla "Arco", la gigantesca struttura di contenimento costruita sopra il reattore 4 per prevenire la fuoriuscita di polveri radioattive.

6.3 Rischi di sicurezza nucleare: nonostante il ripristino dell'elettricità dopo alcune ore di blackout, l'AIEA ha espresso forte preoccupazione per la vulnerabilità delle sottostazioni elettriche che alimentano il sito, definendole "vitali per la sicurezza nucleare".

6.4 Livelli di radiazione: al momento, le autorità ucraine e gli osservatori internazionali confermano che i livelli di radiazione nella zona di esclusione rimangono entro i limiti di sicurezza stabiliti post-incidente, ma l'instabilità militare rende il monitoraggio costante estremamente difficile.

6.5 Stato del combustibile: all'interno del reattore 4, il combustibile nucleare esausto e i materiali fusi (corio) richiedono una gestione continua per evitare reazioni di fissione spontanea, un processo che dipende dalla stabilità delle infrastrutture di contenimento.

7. Nucleare civile in grande sviluppo

Il panorama del nucleare civile a inizio 2026 è in una fase di fermento che non si vedeva dagli anni '70. La spinta non viene solo dalla necessità di energia pulita, ma anche, come si diceva, dalla fame insaziabile di elettricità dei data center per l'Intelligenza Artificiale.

Ecco il quadro dettagliato suddiviso per aree geografiche:

7.1. Nel mondo: il dominio dell'Asia

Il baricentro del nucleare si è spostato decisamente a Oriente. Nel gennaio 2026, si contano circa 60 reattori in costruzione a livello globale.

  • Giappone: la notizia più clamorosa di gennaio 2026 è l'annuncio della riaccensione della centrale di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo (8,2 GW). È un segnale storico: il Giappone archivia definitivamente il trauma post-Fukushima per necessità energetica.

  • Cina: rimane il cantiere del mondo con 29 reattori in fase di edificazione. Pechino punta a superare gli Stati Uniti come capacità installata entro il 2030.

  • Emirati Arabi e Turchia: la centrale di Barakah è ormai pienamente operativa, mentre in Turchia prosegue a ritmo serrato il progetto di Akkuyu (quattro reattori russi VVER-1200), con il primo reattore che entra in fase di test finale proprio in queste settimane.

7.2. In Europa: la "Rinascita" e la strategia SMR

L'Europa è divisa, ma la fazione pro-nucleare è in forte accelerazione. La Commissione Europea pubblicherà nella prima metà del 2026 la sua Strategia ufficiale sugli SMR (Small Modular Reactors).

  • Francia: il governo ha confermato l'intenzione di costruire fino a 14 nuovi reattori EPR2. Nel gennaio 2026 è stata ribadita la necessità di installare 13 GW supplementari post-2026 per decarbonizzare l'industria pesante.

  • Repubblica Ceca e Polonia: sono i nuovi protagonisti. Praga ha dato il via libera a nuovi reattori a Dukovany, mentre la Polonia ha finalizzato gli accordi per la sua prima centrale nucleare (tecnologia Westinghouse), con l'obiettivo di iniziare i lavori nel 2026-2027.

  • Slovacchia: a inizio 2026 il reattore Mochovce 4 è prossimo all'operatività commerciale, rendendo il Paese quasi totalmente indipendente dal punto di vista elettrico.

7.3. In Italia: dalla ricerca alla Legge delega

L'Italia sta vivendo un "ritorno freddo" ma tecnico, puntando tutto sulle nuove generazioni di reattori.

  • Quadro Legislativo: dopo l'approvazione del disegno di legge delega nell'ottobre 2025, il 2026 è l'anno dei decreti attuativi. Il governo mira a definire un Codice Nucleare entro l'anno per regolare la produzione da fonti "sostenibili" (SMR e quarta generazione).

  • Progetto Newcleo: la startup italiana guidata da Stefano Buono ha annunciato che nel 2026 sarà pronto "Precursor", un prototipo nucleare (non energetico) sviluppato con l'ENEA per testare il raffreddamento a piombo liquido.

  • Obiettivo 2040-2050: i piani del Ministero dell'Ambiente prevedono che il nucleare possa coprire tra l'11% e il 22% del mix elettrico nazionale entro il 2050, con i primi reattori commerciali operativi intorno al 2035-2040.

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