A volte meno è più

29.10.2025

IL TRIP PALESTINESE

E' inutile che si denuncino i dati reali della situazione: oggi viviamo in pieno "trip palestinese". La domanda è: perché tanto coinvolgimento in una vicenda che è dubbia come "genocidio", non è il massacro più grave in circolazione assimilabile al genocidio: ad esempio la situazione ugandese supera in numero di morti; non ha protagonisti che possano fare da esempio (la resistenza unitaria palestinese non c'é e alcune fazioni sono francamente fango umano), e volendo ci sarebbe anche la fame nel mondo da non ignorare. Come mai gli attivisti di tutto il mondo si sono lasciati trascinare in questa causa fino all'identificazione nel "palestinese globale"? Come prendere gli aspetti che da un genocidio dubbio portino l'attenzione sul genocidio programmato vero, che è la deterrenza nucleare?

Questi dubbi sulla bontà della causa sollevano questioni fondamentali sulle dinamiche di attenzione e mobilitazione nei movimenti globali, un fenomeno che può essere descritto come la "selettività etica" o la "competizione delle catastrofi".

Il fatto che la crisi israelo-palestinese (qui descritta come "trip palestinese") abbia generato un coinvolgimento così vasto non dipende solo dai "dati reali" della situazione, ma da una complessa interazione di fattori emotivi, politici, storici e mediatici.

La mobilitazione di massa su un conflitto non è dettata esclusivamente dalla gravità oggettiva (come il numero assoluto di morti rispetto ad altri conflitti, es. Uganda, Sudan, o la fame nel mondo), ma dalla sua risonanza simbolica e politica.

Allora vediamo perché c'è tanta identificazione nel "palestinese globale", consapevoli che l'individuazione di questa dinamica solleva questioni fondamentali sulle dinamiche di attenzione e mobilitazione nei movimenti globali, un fenomeno che può essere descritto come la "selettività etica" o la "competizione delle catastrofi".

Il fatto che la crisi israelo-palestinese (descritta come "trip palestinese") abbia generato un coinvolgimento così vasto non dipende solo dai "dati reali" della situazione, ma da una complessa interazione di fattori emotivi, politici, storici e mediatici.

🌍 Analisi del "Palestinese globale" (perché tanta identificazione)

1. Fattori Simbolici e Narrativi

  • La chiave simbolica: Il conflitto israelo-palestinese è percepito come il simbolo di tutte le ingiustizie asimmetriche: occupazione coloniale, neocolonialismo occidentale, lotta del "popolo senza Stato" contro una potenza militare sostenuta dall'Occidente (USA). Per molti attivisti, la Palestina è diventata la metafora più chiara della vittima strutturale nel sistema globale.

  • Visibilità e accessibilità mediatica: È un conflitto ad alta densità mediatica, geograficamente ristretto e con immagini facilmente riconducibili a una chiara narrativa di vittima e carnefice. Le atrocità sono immediatamente visibili in tutto il mondo grazie ai social media, a differenza di conflitti più complessi o remoti (come quello in Sudan, spesso ignorato dai media occidentali).

  • Vittoria ideologica: L'identificazione nel "palestinese globale" offre a molti attivisti la sensazione di lottare contro le ipocrisie occidentali e di sostenere una causa che sembra politicamente nettamente definita (il diritto all'autodeterminazione contro l'occupazione).

2 - Fattori Politici e Identitari

  • Il ruolo della sinistra radicale: storicamente, la causa palestinese è stata adottata da ampi settori della sinistra radicale e dei movimenti anti-imperialisti. Il sostegno a questa causa è spesso un marcatore identitario che definisce l'appartenenza a un certo campo politico.

  • L'Effetto "Trip": la percezione, anche se a volte esagerata, che il conflitto si configuri come un possibile "genocidio" (o "rischio di genocidio") scatena una risposta emotiva urgente, spesso più potente di quella generata dalla fame cronica o da crisi meno immediate e più statistiche.

3. L'Asimmetria: il fattore decisivo

La differenza cruciale rispetto ad altri massacri (come quello in Uganda, spesso guerre civili interne o violenze inter-statali complesse) è l'asimmetria tra una potenza nucleare e occupante (Israele) e un popolo assediato (Palestinesi). Questa asimmetria rende l'identificazione morale molto più semplice per l'osservatore esterno. Qui abbiamo un Davide palestinese contro il Golia israeliano!

Appello: Dal fronte all'Apocalisse – Il militarismo è una sola guerra

Intestazione: Basta ipocrisia. La guerra in Medio Oriente è l'anticamera del genocidio nucleare programmato.

Siamo uniti nell'esigere la fine immediata della violenza, dell'occupazione e delle atroci violazioni del Diritto Internazionale Umanitario in Medio Oriente. Ma è tempo di superare la "selettività etica". Non possiamo indignarci per la distruzione di Gaza o per la sofferenza di ogni vittima del conflitto, e ignorare la matrice unica di questa violenza: il Militarismo Globale.

Ciò che sta accadendo in Medio Oriente non è un'eccezione, ma la conseguenza logica di un sistema basato sulla forza coercitiva, distruttiva e violenta. E il culmine di questo sistema è la deterrenza nucleare.

Il Militarismo ha un solo volto, ed esso si manifesta in due modi:

  1. La guerra visibile (Medio Oriente): È la tragica dimostrazione quotidiana di come la logica della potenza, del nazionalismo estremo e dell'asimmetria militare distruggano i diritti umani e le speranze di pace, legittimando l'uso della forza contro i civili in nome della sicurezza nazionale.

  2. La guerra invisibile (Deterrenza Nucleare): È il genocidio programmato. Le armi nucleari non sono strumenti di difesa; sono un dispositivo di suicidio collettivo. L'esistenza stessa della deterrenza legittima la corsa agli armamenti di ogni singola nazione e rende ogni conflitto locale (come quello in Ucraina o in Palestina) un potenziale innesco per la catastrofe finale. Chi accetta l'esistenza della deterrenza nucleare sta già, implicitamente, accettando la possibilità della fine dell'umanità.

Punti programmatici della Nonviolenza Poietica ed Esigente

Non possiamo limitarci a chiedere la pace in un solo luogo. Dobbiamo disarmare la logica che genera tutte le guerre. Per questo, proponiamo un'azione concentrata e convergente:

  1. Impegno per l'abolizione totale del nucleare: Impegnare tutti i movimenti a fare del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW) l'obiettivo politico primario in Italia e in Europa. Un metodo di pressione deve essere la denuncia e il disinvestimento dalle banche e aziende coinvolte nel settore nucleare e bellico.

  2. Rilancio della sicurezza collettiva (Helsinki 2): Esigere dai governi occidentali l'iniziativa per una Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione (Helsinki 2), finalizzata a smantellare i blocchi militari e a costruire un'architettura di pace che includa la Russia, sostituendo la logica della competizione con quella della sicurezza reciproca.

  3. Azione di riconciliazione (Barghouti): Sostenere azioni concrete, come l'Ambasciata di Pace per la liberazione di Marwan Barghouti, perché la pace non può nascere dalla distruzione o dall'annientamento del nemico, ma solo da una leadership palestinese credibile e internazionalmente riconosciuta, pronta per la costruzione dello Stato e il dialogo.

La nostra Indignazione deve essere universale: Se siamo in grado di mobilitarci contro il massacro visibile in Medio Oriente, dobbiamo essere in grado di mobilitarci con pari forza contro la minaccia invisibile che pende sulla testa di ogni essere umano sulla Terra: il genocidio nucleare programmato.

Firmato: (Spazio per la Convergenza dei Movimenti Nonviolenti)


Un quadro descrittivo che evidenzia come la deterrenza nucleare e la logica della potenza impattino la vita di tutti i giorni può partire dal seguente dato economico: la spesa e la logica necessarie a mantenere la deterrenza nucleare distorcono le priorità nazionali e globali, creando danni diretti e indiretti percepiti da tutti.

Vi è un danno economico: la sottrazione di risorse vitali; un danno sociale e politico: la distorsione della democrazia; un danno ambientale e climatico che impatta oltre i test.

1 - Il danno economico: la sottrazione di risorse vitali;

La principale conseguenza immediata della logica della potenza è lo spreco di risorse che potrebbero essere destinate al benessere sociale.

  • Sottrazione di Bilancio: Le spese militari globali, che finanziano armamenti convenzionali e programmi nucleari (direttamente e indirettamente), deviano trilioni di dollari. Questi fondi sono sottratti a:

    • Sanità pubblica: Investimenti in ospedali, ricerca medica, prevenzione delle pandemie.

    • Istruzione: Scuola pubblica, università, borse di studio.

    • Infrastrutture vivili: Trasporti, energia sostenibile, manutenzione del territorio.

  • La "Tassa della Paura": In sostanza, ogni cittadino paga una "tassa sulla paura" e sulla potenziale distruzione, anziché una tassa sul progresso e sulla cura. La corsa agli armamenti agisce come un freno economico strutturale sulla qualità della vita.

2. Il danno sociale e politico: distorsione della democrazia

La supremazia del militare sull'etica civile porta a conseguenze dirette sulla trasparenza e sulla partecipazione democratica.

  • Stato di insicurezza permanente: La necessità di mantenere segreti militari, i programmi di sorveglianza e la giustificazione costante della "minaccia esterna" (come visto nel dibattito Cassola) erodono lo spazio democratico e la libertà civile. La segretezza sui programmi nucleari limita la possibilità di un dibattito pubblico informato.

  • Disuguaglianza aumentata: Le guerre (anche quelle locali) e la spesa militare distorcono i mercati, generano profitti enormi per l'industria bellica e spesso producono instabilità economica che colpisce maggiormente le fasce più deboli della popolazione attraverso l'inflazione e la riduzione dei servizi sociali.

3. Il danno ambientale e climatico (impatto oltre i test)

L'impatto ambientale della deterrenza e della guerra va ben oltre i siti di test .

  • Impatto carbonico: Gli eserciti mondiali (in particolare le potenze nucleari) sono tra i maggiori inquinatori globali. La produzione, lo stoccaggio e il movimento degli arsenali richiedono enormi quantità di combustibili fossili e materiali inquinanti, contribuendo attivamente alla crisi climatica, che a sua volta impatta sulla salute e sull'agricoltura delle persone.

  • Destinazione dei rifiuti: Lo smaltimento dei materiali radioattivi derivanti dalla produzione e dalla manutenzione delle testate nucleari è un problema di lunghissimo periodo che grava sui territori e sulle finanze pubbliche, esponendo le comunità locali a rischi ambientali persistenti.

Conclusione Ricalibrata

La Logica della Potenza e la deterrenza nucleare non sono solo una minaccia lontana, ma il costo più alto e meno visibile che i cittadini pagano ogni giorno.


Pausa del colore

Il testo inizia qui. Puoi cliccare e iniziare a scrivere. Sit voluptatem accusantium doloremque laudantium totam rem aperiam eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt neque porro quisquam est qui dolorem ipsum quia dolor sit amet consectetur adipisci velit sed quia non numquam eius modi tempora incidunt ut labore et dolore magnam.

Il testo inizia qui. Puoi cliccare e iniziare a scrivere. Perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium totam rem aperiam eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo nemo enim ipsam voluptatem quia voluptas sit aspernatur aut odit aut fugit sed quia consequuntur magni dolores eos qui ratione voluptatem sequi nesciunt neque porro quisquam est qui dolorem ipsum quia dolor sit amet consectetur adipisci velit sed quia non.

Il testo inizia qui. Puoi cliccare e iniziare a scrivere. Le immagini sono un tocco perfetto ai tuoi articoli e attirano nuovi lettori. La prima immagine del tuo contenuto sarà automaticamente usata come miniatura dell’articolo. La sua scelta è quindi decisiva per aumentare l'interesse del tuo articolo. Unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium totam rem aperiam eaque ipsa.

Share
© 2025 Alfonso Navarra. Tutti i diritti riservati.
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia