40 anni da Chernobyl - webinar su come evitare l'umanicidio da nucleare (civile e militare)

Il testo completo della comunicazione al link:
https://comunicazione-nonviolenta.webnode.it/l/40annidachernobyl/20123
Webinar 40 anni da Chernobyl - prevenire l'umanicidio da nucleare
link per partecipare:
https://us06web.zoom.us/j/89796821634?pwd=Fb36vXVteJqEkJOx8xb1VNC1FdHNBh.1
Domenica 26 aprile - dalle ore 16:00 alle ore 20:00
Scaletta per il Webinar, promosso dai Disarmisti esigenti: "A 40 anni da Chernobyl, oltre l'atomo civile e militare, per il futuro umano della "terrestrità"
Data: Domenica 26 aprile 2026 - Durata: 16:00 – 20:00 (4 ore)
16:00 – 16:20 | Apertura e introduzione
Benvenuto e introduzione con inquadramento storico di Alfonso Navarra:
La bomba ad orologeria tattica. Chernobyl 1986 e Chernobyl 2026. Il rischio non è passato. E' un mito che il reattore sia spento. Quella centrale, già teatro di un disastro immenso, resta esposta a ulteriori incidenti. E la guerra in Ucraina, con i combattimenti attorno al sito, rende la situazione ancora più instabile e pericolosa.
Di qui il webinar con la sua missione: disarmo nucleare, stop al civile e transizione verso il 100% rinnovabile + nuove frontiere della ricerca (fusione fredda).
16:20 – 17:20 | Sessione 1: Il rischio nucleare (civile e militare)
Focus: perché dobbiamo chiudere con il passato.
Luigi Mosca: Il nesso tra nucleare civile e proliferazione militare; la campagna per il disarmo nei suoi vari percorsi (20 min)
Daniele Barbi: L'opposizione in Germania e in Europa all'abbandono del Green Deal (20 min)
Relatrici da individuare confermare: Analisi dei rischi sistemici e l'impatto globale delle radiazioni. Gli impatti sanitari e ambientali a lungo termine. La particolare vulnerabilità di donne e bambini.
17:20 – 17:40 - Proiezione di infografiche sui dati attuali delle rinnovabili a cura di Giuseppe Farinella, direttore de IL SOLE DI PARIGI, che introduce la sessione.
17:40- 18:40 | Sessione 2: La transizione e l'innovazione
Focus: Il modello 100% rinnovabile e le nuove energie.
Novità. Relazione di Milly Moratti. Approfondimento tecnico sulla Fusione Fredda (LENR) come possibile tassello mancante del mix energetico pulito.
Q&A Flash: Interazione con il pubblico focalizzata su tecnologia e fattibilità.
18:40 – 19:40 | Sessione 3: Visione politica e impegno civile
Focus: muovere le coscienze e le istituzioni (relatori da individuare)
Dagli errori di valutazione sui rapporti di forza partono le escalation, già pagate dall'umanità che sta in basso, che possono condurre alla unificazione catastrofica della "guerra mondiale a pezzi" (sintesi del webinar del 29 marzo 2026).
Antonella Nappi. Aspetti ecologisti dal punto di vista femminista e pratiche nonviolente nel cambio di paradigma per la terrestrità
Domande finali: Spazio aperto per gli ultimi interventi del pubblico. (30 min)
Tavola Rotonda Finale: tutti i relatori rispondono a una domanda secca del moderatore sul "Cosa fare da subito".
19:40 – 20:00 | Conclusioni e appello all'azione
Sintesi a cura del moderatore: Punti chiave emersi durante le 4 ore.
Manifesto: Lettura di un breve documento finale da sottoscrivere online.
Saluti: Ringraziamenti ai relatori e ai partecipanti.
LA "BOMBA AD OROLOGERIA TATTICA"
Ecco il link segnalato da Daniele Barbi dove la rivista Ausgestrahlt ha realizzato una mostra virtuale sulle due grandi catastrofi nucleari :
https://ausgestrahlt.pageflow.io/fukushima-tschernobyl-und-wir
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La percezione pubblica tende a considerare Chernobyl come un museo polveroso del passato, mentre la realtà tecnica e geopolitica attuale la trasforma in una bomba a orologeria tattica.
Ecco un'analisi drammatica e tecnica della situazione attuale, considerando i rischi del 2026 e le vulnerabilità strutturali:
1. Il Mito del reattore "spento"
Molti credono che Chernobyl sia un guscio vuoto. Non è così. All'interno del reattore n. 4 si trova il corium, una lava radioattiva solidificata composta da uranio, zirconio e grafite (la famosa "Piede d'elefante").
Anche se non c'è una reazione a catena in corso come in una centrale operativa, il decadimento dei materiali continua a generare calore e radiazioni intense.
Il rischio criticità è dato da infiltrazioni d'acqua o vibrazioni causate da esplosioni nelle vicinanze. Questo può alterare la moderazione dei neutroni, causando picchi di radioattività improvvisi.
2. Lo scudo (NSC) sotto attacco
Il New Safe Confinement (NSC), la gigantesca cupola d'acciaio posizionata nel 2016 per durare 100 anni, non è stato progettato per essere una fortezza militare.
La lesione del drone: se un drone o un proiettile d'artiglieria colpisce la struttura, non mette a rischio solo il metallo esterno. Lo scudo mantiene un sistema di ventilazione a pressione negativa per evitare che le polveri radioattive (molto più pericolose del metallo solido) escano all'esterno.
La polvere letale: All'interno del vecchio sarcofago di cemento (ormai fatiscente e nascosto dalla cupola) ci sono tonnellate di polveri sottili cariche di Cesio-137 e Stronzio-90. Una breccia nello scudo trasformerebbe Chernobyl in una "macchina per la dispersione di aerosol radioattivo" che il vento porterebbe in tutta Europa.
3. La guerra come catalizzatore di disastri
La presenza di truppe e l'uso del sito come scudo o bersaglio cambiano completamente l'equazione del rischio:
Mancanza di manutenzione: i sensori di monitoraggio e i sistemi di raffreddamento richiedono energia elettrica costante e tecnici specializzati. Se la rete elettrica salta a causa dei bombardamenti, i sistemi di sicurezza che impediscono la corrosione e il rilascio di gas idrogeno si fermano.
Incendi boschivi: la zona di esclusione è una foresta altamente contaminata. I combattimenti possono innescare incendi che "volatilizzano" il materiale radioattivo depositato nel terreno e negli alberi, creando nuvole tossiche che viaggiano per migliaia di chilometri.
4. La prospettiva 2026: una fragilità intollerabile esposta alla tempesta bellica
A quarant'anni dal disastro originale, ci troviamo in un paradosso: abbiamo la tecnologia per contenere il mostro (il nuovo scudo), ma non abbiamo la stabilità politica per garantirne il funzionamento.
Chernobyl non è più un incidente ingegneristico, è un ostaggio. La sua fragilità viene usata come pressione psicologica. Sapere che lo scudo è stato lesionato significa che la "barriera definitiva" è stata violata; il confine tra il nucleo e l'atmosfera non è più inviolabile.
Siamo passati dall'errore umano del 1986 alla negligenza bellica del 2026. Se il 1986 è stato anche il fallimento di un sistema politico, un eventuale nuovo rilascio oggi sarebbe il fallimento della nostra capacità di proteggere il pianeta dai nostri stessi conflitti.